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Il boom del Bio

Il boom del Bio

Da moda a stile di vita: biologico oggi significa prendersi cura di sé e dell’ambiente. Scopri quanto ne sai rispondendo “vero” o “falso” a queste affermazioni.

Bio: tre lettere che racchiudono universo di valori ormai ampiamente appoggiati e condivisi. Tanto che il settore del biologico non accenna a frenare la sua crescita e da semplice moda è diventato espressione di uno stile di vita di chi è attento alla propria salute, magari seguendo una dieta naturale, e a quella dell’ambiente in cui viviamo. In Italia, in particolare, quella del biologico è una scelta di vita che coinvolge sempre più persone. Certo, considerati i costi dei prodotti bio e la loro minore diffusione nei punti vendita, è ancora un mercato di nicchia, che però si sta ampliando.

Merito non solo di chef star che decantano i meriti del cibo biologico, ma anche per la diffusione di ristoranti specializzati in bio. Si era partiti con le gelaterie biologiche, per arrivare al mondo dei ristoranti, che offrono piatti stuzzicanti preparati con ingredienti rigorosamente biologici e accompagnati da vini biodinamici. Prima per numero di attività di questo tipo è l’Emilia Romagna. In questi ristoranti si dà molto spazio a piatti vegetariani, zuppe, vellutate, insalatone e contorni. Spesso i ristoranti biologici propongono menù particolari: vegetariani, vegani, macrobiotici.

Eppure, nonostante ormai la diffusione del biologico sia vasta, spesso le idee sono ancora un po’ confuse, a proposito. Intanto facciamo chiarezza sulla definizione di base: il termine “agricoltura biologica” indica un metodo di coltivazione e di allevamento che ammette solo l’impiego di sostanze presenti in natura, ed esclude l’utilizzo di sostanze di sintesi chimica, come concimi chimici, diserbanti e insetticidi. Inoltre, l’approccio biologico evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali – suolo, acqua e aria – e si serve di esse secondo un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.

Quanto sappiamo veramente del bio? Scopriamolo con questo gioco del vero e del falso.

 

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA NON FA USO DI PESTICIDI.

FALSO

L’agricoltura biologica non può fare uso di pesticidi di sintesi, ma ne utilizza alcuni di origine naturale.


L’AGRICOLTURA BIOLOGICA HA RESE COMPARABILI A QUELLA CONVENZIONALE.

DIPENDE

Le rese per ettaro dell’agricoltura biologica sono più basse di quelle dell’agricoltura convenzionale, ma molto dipende dal tipo di coltura e dalle condizioni ambientali.

 

I PRODOTTI BIOLOGICI HANNO MIGLIORI PROPRIETÀ NUTRIZIONALI.

FALSO

Nel 2010 è stata pubblicata una rassegna sistematica, commissionata dalla Food Standard Agency britannica, di tutti gli articoli scientifici pubblicati dal 1958 di confronto del contenuto nutrizionali tra prodotti bio e convenzionali. I risultati mostrano una certa variabilità, ma a parte casi specifici – ad esempio i cereali biologici sono mediamente più poveri di proteine mentre i pomodori biologici sono mediamente più ricchi di vitamina C – non ci sono prove che dimostrino sostanziali differenze nutrizionali tra alimenti biologici e convenzionali.

 

I PRODOTTI BIOLOGICI HANNO MENO RESIDUI DI PESTICIDI.

VERO

Nel 2009 l’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, con sede a Parma) ha pubblicato un rapporto sui residui di pesticidi sugli alimenti nella UE. Sono stati analizzati 74.305 campioni di circa 350 prodotti alimentari diversi.

Il 96% di essi sono risultati conformi ai limiti di legge mentre nel 4% dei casi sono stati superati i limiti legali per uno o più pesticidi.

Se si considerano gli alimenti biologici, la percentuale di prodotti con residui nella norma è del 98,76% mentre l’1,24% era fuorilegge.

 

I PRODOTTI BIOLOGICI SONO PIÙ SICURI DI QUELLI CONVENZIONALI.

FALSO

La certificazione biologica di un pro- dotto garantisce che durante la coltivazione o la produzione siano state rispettate le varie normative e i regolamenti. Non è quindi una certificazione sulle proprietà del prodotto finale ma sul processo di produzione.

 

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA PROMUOVE LA BIODIVERSITÀ.

VERO

Uno degli obiettivi espliciti dell’agricoltura biologica è proprio la preservazione della biodiversità, ovvero la coesistenza in uno stesso ecosistema di diverse specie animali e vegetali, i quali creano un equilibrio grazie alle loro reciproche relazioni.

 

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA HA UN IMPATTO AMBIENTALE MINORE RISPETTO ALL’AGRICOLTURA CONVENZIONALE.

DIPENDE

Nel 2012 è stata pubblicata una analisi che raccoglie i risultati di 71 studi indipendenti sull’impatto ambientale dell’agricoltura biologica in Europa prendendo in esame i vari aspetti: la qualità del suolo, la biodiversità, il rilascio di composti azotati nella falda acquifera, il consumo energetico e così via. I risultati mostrano che è sempre necessario distinguere caso per caso.

 

I PRODOTTI BIOLOGICI SONO PIÙ CONTAMINATI DA MICOTOSSINE.

FALSO

Le micotossine sono sostanze tossi- che prodotte da alcuni funghi o muffe in condizioni climatiche favorevoli. Queste possono contaminare cereali e derivati, arachidi, semi oleosi e altri prodotti agricoli. Poiché alcuni cereali entrano a far parte della composizione dei mangimi, queste tossine si possono ritrovare anche in prodotti come il latte o i formaggi.

 

L’AGRICOLTURA BIOLOGICA NON PUÒ FARE USO DI OGM.

VERO

Le normative che regolano la produzione biologica vietano la coltivazione di piante geneticamente modificate. È altresì vietato l’uso di OGM come mangimi negli allevamenti biologici per la produzione di latte o carne.  

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